Libri di Giovanni Rissone

La ricerca in salute mentale


Edito da Rosemberg & Sellier
((gennaio 1991)
A cura di Giovanni Rissone e Benedetto Saraceno.


Giovanni Rissone - Obiettivo far salute
La ricerca in salute mentale rappresenta un contributo ed un riferimento Scientifico per chi vuole operare nella direzione del cambiamento delle risposte per una psichiatria moderna, per la salute mentale della persona, nel rispetto dei suoi diritti e della sua dignità.
Il volume è articolato in tre parti e si avvale dell'apporto scientifico Internazionale di psichiatri ed operatori del settore.

  • Parte prima: La Ricerca in psichiatria
  • Parte seconda: Orientamenti della ricerca nei servizi
  • Parte terza: Esperienze e modelli

Tra gli apporti:
E. Auerswald, V. Pastore, P. Morosini, J. Leff, G. Bignami, L. Nahon, L. Jacobson, G. Bolongaro, C. Bellantuono, S. Mistura, E. Borgna, F. Barbano, D. Casagrande, G. Tognoni, R. Mollica, L. Mosher.


Dedica


Questo libro è dedicato a Franco Basaglia scienziato della salute mentale


Indice


9   Far salute: la ricerca in salute mentale e psichiatria
di G. Rissone

parte prima
la ricerca in psichiatria

17Per poter far ricerca in psichiatria
di B. Saraceno
23Oltre l'età della ragione:
trasformazione epistemologica e ricerca della salute mentale
di E. Auerswald
53La ricerca scientifica e la psichiatria come scienza
di J. Leff
69Lo stato della ricerca in psichiatria
di S. Mistura
85Le strutture del sapere e l'esperienza della follia
di E. Borgna
97A proposito di salute mentale e ricerca sociale
di F. Barbano
111Gorizia, campo di ricerca
di D. Casagrande
127Dieci "punti di vista" sulla ricerca in psichiatria
di G. Tognoni

parte seconda
orientamenti della ricerca nei servizi

139Meta-analisi della ricerca sui servizi per la salute mentale
di R. Mollica
149La ricerca sui servizi per salute mentale:
problemi della ricerca sulla salute mentale in ambito territoriale
di L. Mosher
163Valutazione e cambiamento
di V Pastore, G. Bondi, M. Formichini
177I servizi di salute mentale e la ricerca
di P. Morosini, M. Carta
185Riflessi della ricerca sugli orientamenti delle istituzioni e sulla cultura degli operatori
di G. Bignami
203Salute mentale e ricerca
di L. Nahon

parte terza
esperienze e modelli

219I servizi e la ricerca nel campo della salute mentale
di L. Jacobsson
229Il valore preventivo del sostegno sociale:
comunicazione preliminare su un progetto di ricerca
di S. Muscetta, F. Antonucci, A. Dugo, P. Innocente, G. Luoni, L. Schiappoli
241La ricerca nel servizio psichiatrico di Reggio Emilia
di F. Asioli
257Ricerca sulla deospedalizzazione dell'Ospedale Psichiatrico di San Clemente di Venezia dopo la Legge di riforma sanitaria
di G. Inghilleri, D. Casagrande, M. Fiore, S. Galante
281Medicina di base e psichiatria:
argomenti ed indirizzi della ricerca epidemiologica
di G. Bolongaro
287Psichiatria e medicina di base:
una rassegna delle ricerche epidemiologiche nell'area di Verona
di C. Bellantuono, M. Balestrieri, E. Arreghini
301I sistemi informativi nei servizi di salute mentale:
dal rendere conto al rendersi conto
di A. Lanteri
309Organizzazione del lavoro e del sistema informativo in un servizio di salute mentale:
una esperienza di ricerca e cambiamento
di E. Fontana, M. Brunod


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FAR SALUTE: LA RICERCA IN SALUTE MENTALE E PSICHIATRIA
di GIovanni Rissone

In una nota intervista che Sergio Zavoli fece a Franco Basaglia, alla domanda "A lei interessa di più la malattia mentale od il malato?", Franco Basaglia rispose senza esitazione "Il malato".
Sono passati circa venti anni, ma continua a dominare la cultura della malattia, con tutto quel che ne deriva a livello gestionale.
È necessario lottare ancora oggi contro la negazione del malato, in particolare nel campo della follia, in cui la persona ha minor potere contrattuale, e più debole, per cui negare il malato, interessarsi cioè di più alla malattia che a lui, comporta il rischio di ridurre l'uomo ad un caso, ad un oggetto.
I lager, i manicomi vecchi e nuovi, sono il risultato di una scelta scientifica che afferma la malattia e nega il malato, appiattisce con le diagnosi le differenze, schiaccia la sua dignità di uomo e soggettività, sovente anche i suoi diritti più elementari.
Oggi è possibile passare dalla psichiatria alla Salute Mentale, ed esperienze confortanti sulla possibilità di migliorare la qualità di vita dei sofferenti mentali sono presenti in Italia ed a livello internazionale.
Si è aperta, grazie anche al fondamentale contributo di Franco Basaglia, una nuova strada per affrontare e gestire i problemi del malato di mente, alla paura si è affiancata una concreta speranza.
Sappiamo che laddove non si è gestito il cambiamento necessario delle risposte, non solo per incapacità o incompetenza, ma anche per scelta, rimane la tragedia, il manicomio, l'abbandono, l'emarginazione, la solitudine.
Sappiamo che il cambiamento culturale organizzativo e comportamentale professionale è un processo lungo e difficile ed in questo senso abbiamo inteso dare un contributo con questo riferimento scientifico ed esperienziale per chi si impegna per costruire risposte al malato nella sua dignità e libertà.



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PER POTER FAR RICERCA IN PSICHIATRIA
di Benedetto Saraceno

Qualcuno, il cui nome citato in questa sede, troverà io credo pochi estimatori, ha detto "la suffrance est hors sujet".
Si tratta di Jacques Lacan.
Eppure le questioni, per lo meno alcune di quelle che la ricerca in psichiatria deve affrontare, stanno intorno a queste due parole: il soggetto e ciò che pur essendo del soggetto non sta nel soggetto.
Ossia: quanto il riconoscimento del soggetto (il paziente, il caso) come oggetto dello sguardo-trattamento della psichiatria non escluda e occulti di fatto l'hors sujet, cioè ciò che pur essendo del soggetto non è nel soggetto.
La suffrance non può che appartenere anche al soggetto (non a caso detto paziente). Ma non solo a lui. Essa sta, si genera, si moltiplica anche fuori di lui. Il soggetto è un frammento di quella interazione di eventi che è la storia naturale della malattia.
Interazione di eventi che si complica ulteriormente quando la storia naturale incontra la cura. La cura consegue sempre, per definizione, a un riconoscimento cioè a un giudizio. E questa è l'altra questione, quella della definizione del soggetto.
Il soggetto-paziente, quando è riconosciuto diventa un caso (un caso giudiziario in quanto è prima di essere curato, anzitutto giudicato).
Inoltre quando il caso è curato utilizza delle risorse, quelle che la cura gli offre: e così diventa un utente.
Non è quindi per caso e senza differenze di significato che certi parlano di soggetti, altri di pazienti, altri di casi, infine altri di utenti. Si tratta di una sequenza ad includendum: un soggetto può divenire paziente e poi caso e poi utente, non si dà il percorso inverso.



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OLTRE L'ETÀ DELLA RAGIONE: TRASFORMAZIONE EPISTEMOLOGICA E RICERCA DELLA SALUTE MENTALE
di Edgar H. Auerswald

È cambiato tutto, tranne il modo di pensare....
Abbiamo bisogno di un pensiero sostanzialmente nuovo se vogliamo che l'umanità sopravviva.
Albert Einstein

Il fatto è che il pensiero del diciannovesimo secolo si sta rivelando sempre più fallimentare...
...vorrei ora richiamare l'attenzione su di una condizione del nostro tempo - sul fatto che, mentre si esauriscono i modi convenzionali di pensare la mente e la vita, si propongono nuove modalità di pensiero su questi argomenti - non riservate soltanto ai filosofi professionisti, ma disponibili anche ai dilettanti e all'"uomo della strada".
Gregory Bateson

Nella mia presentazione, mi soffermerò sulla crescita del pensiero ecologico, sul ruolo di questo pensiero nella trasformazione epistemologica del 20esimo secolo che oggi si delinea e sulle implicazioni di questo pensiero per le direzioni future della professione e della ricerca della salute mentale. Per prima cosa, cercherò di precisare quel che intendo per pensiero ecologico.
Comincerò da un inquadramento di quel che è capitato nella nuova scienza dell'ecologia.
L'ecologia, come ben si sa, è un ramo della scienza che ha visto la luce intorno alla metà del nostro secolo. Il termine ecologia, che ha fatto la sua comparsa nei dizionari da non più di(omissis)



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LA RICERCA SUI SERVIZI PER LA SALUTE MENTALE
Problemi della ricerca sulla salute mentale in ambito territoriale
di L. Mosher

1. Introduzione.
Per gli accademici, la ricerca è come la mamma e la torta di mele: è tenuta nella massima stima, è ritenuta indispensabile. In effetti, in molte circostanze la ricerca è necessaria per progredire lungo la scala delle gerarchie accademiche. In genere, ci sono altri ricercatori all'interno della Facoltà con interessi analoghi e con cui è possibile consultarsi. Fondamentalmente, non c'è niente di strano nel fare ricerca in un simile contesto - fa parte del lavoro.
Ci sono i modelli per i diversi ruoli da svolgersi nell'ambito della ricerca, ci sono gli uomini guida e c'è la massa critica di ricercatori necessaria per poter metter in piedi un grosso progetto.
Ho lavorato i miei primi vent'anni nel campo della psichiatria in situazioni accademiche o semi-accademiche dove ero libero di perseguire i miei interessi di ricerca nel contesto di un supporto adeguato. Tra i miei interessi figurava la ricerca clinica e in particolare gli studi sull'efficacia dei trattamenti psicosociali.
Mentre ero intento a questo tipo di studi mi si presentavano con insistenza due ordini di quesiti.
a) Per quale motivo la gente impegnata a somministrare i trattamenti da me studiati sembrava non essere interessata a fare ricerca? In effetti, scorrendo la letteratura, trovavo ben pochi studi sui risultati dei trattamenti psicosociali effettuati nel quadro dei programmi di salute mentale per la comunità. Le ricerche fatte in quell'ambiente sembrano essere essenzialmente di due tipi: epidemiologica e sull'utilizzo delle risorse.
b) Perchè passava tanto tempo prima che i risultati delle ricerche che pubblicavamo fossero utilizzati nella pratica clinica?

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