Rassegna stampa su Giovanni Rissone


da La Repubblica del 14-12-2004

Al Giovanni Bosco triplicato il numero dei primari per la specialità delle cure agli anziani

Ma intanto si rischia la fuga dell'urologo Muto

Clicca per scaricare l'articolo originale (formato pdf) Nell'ospedale dove non ci sono - o non si vogliono trovare - i fondi per consentire al chirurgo oncologo Giovanni Muto di smaltire la lista di attesa di 300 malati di cancro, sono stati banditi tre primariati di geriatria. Accade all'Asl 4, l'ente che amministra l'ospedale San Giovanni Bosco. Mentre Muto, con ogni probabilità, entro il 2005 abbandonerà l'ospedale dove ogni giorno deve lottare per poter operare più malati, il direttore generale Giulio Fornero, unico in Italia, ha bandito tre primariati di geriatria. A questi, se ne aggiunge un quarto di diabetologia. Per far quadrare i conti, altrove tagliano i primariati. Alle Molinette, per fare un esempio, esiste una sola Geriatria. Poi, sono stati soppressi una chirurgia (quella prestigiosa che fu di Dogliotti e poi di Francesco Monno), una Medicina, e una Diabetologia. All'Asl 4, invece, dove il deficit ammonterebbe a 20 milioni di curo, e dove da tempo si assiste a un fuggifuggi generale di firme del bisturi e della medicina, avviene il contrario. Nei giorni scorsi, sono stati banditi i concorsi per il primariato di "geriatria ospedaliera", "geriatria territoriale", "cure domiciliari e residenzialità anziani". Oltre a quello delle "malattie metaboliche e diabetologia" che sarebbe privo di un reparto di degenza vera e propria. La scelta strategica del manager che ha voluto potenziare la geriatria con una tripletta di primariati trae la sua giustificazione dal fatto che l'Asl 4 gestisce una popolazione di 600 mila torinesi. Gran parte di quelle persone sta invecchiando. Sul territorio, inoltre, si trovano una Rsa con 95 posti letto e un centro diurno per malati di Alzheimer. Se Giovanni Rissone aveva trasformato il San Giovanni Bosco nell'ospedale dell'emergenza e dell'urgenza, il suo successore Giulio Fornero, lo sta, invece, caratterizzando sull'assistenza alla popolazione anziana. I tagli di Fornero e del suo direttore sanitario Walter Arossa hanno indotto a cercarsi un altro posto il rianimatore Visetti, i neurochirurghi Oliveri e Boccaletti, il cardiologo Bevilacqua, la neurologa Mazzini, il plastico Solazzo. Mai due responsabili dell'Asl 4 hanno trovato finanziamenti - 2400 euro - per potenziare l'"ufficio per la qualità" ricavato all'interno della direzione generale. Come? Inviando, a spese dell'ospedale, il dirigente di quel servizio, la dottoressa Alessandra D'Alfonso, a studiare all'università (presso il Coripe Piemonte), durante l'orario di servizio.
Alberto Custodero

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