Rassegna stampa su Giovanni Rissone


da La Stampa del 07-10-2003

Domani il funzionario arrestato compare davanti al Tribunale del riesame. "Più potenti dell'assessore". Ferro-Nocentini, la strana coppia della Sanità

Clicca per scaricare l'articolo originale (formato pdf) Decidevano tutto loro: il direttore generale più potente dell'assessorato e il consulente. Ciriaco Ferro, il primo, è in carcere da una settimana; dell'altro, Diego Nocentini, improvvisamente si scoprono vita e miracoli, come l'essersi licenziato dalla Regione per tornarvi di gran camera ad occuparsi niente meno che di acquisti, accreditamenti e formazione professionale. Un imprenditore del settore pubblicitario, Giovanni Stranges, lo ha indicato alla Guardia di Finanza quale figura di riferimento per la vigorosa richiesta di prestiti (non rimborsati) dopo ogni assegnazione di appalti. Una nuova versione della riconoscenza umana. Ferro e Nocentini hanno lavorato insieme e, quando alla "Sanità pubblica" subentra quale direttore generale Mario Valpreda, Nocentini scappa via al seguito di Ferro, diventandone il braccio destro nel settore dei controlli sulle attività sanitarie e degli accreditamenti di cliniche e case di cura private. Valpreda aveva già bacchettato Nocentini per il malvezzo di organizzare corsi di formazione professionale in cui il nostro compariva come insegnante, insieme con Ferro. Per anni, capo servizio all'ufficio di Igiene, si era occupato di sicurezza sul lavoro. Altro settore delicato. I soliti maligni lo descrivono come chi si dava molto da fare, anche nei dintorni della politica. Oggi preme un interrogativo: com'è che uno, appena dimessosi da dipendente pubblico, viene richiamato in servizio da consulente con un contratto annuale di 44.900 euro per 18 poi 23 ore settimanali, in un ruolo e con emolumenti - per essere più chiari possibile - cui non avrebbe avuto diritto non essendosi mai laureato? Per la sua "professionalità", taglia corto la determina regionale 363, direzione controllo attività sanitarie (Ferro), del 14 ottobre 2002. Al tempo Nocentini (che aveva lasciato la moglie in assessorato) era diventato un dirigente del "Presidio sanitaria Ausiliatrice". Per "riaverlo" viene stipulate un'apposta convenzione fra la Regione e l'azienda sanitaria privata. L'apparto professionale del consulente è inizialmente limitato al progetto per l'ottimizzazione della spesa sanitaria, a programmi formativi in materia radioprotezionistica e alla definizione dei criteri, degli indirizzi tecnici e di "verifica preventiva delle istanze di accreditamento delle strutture pubbliche e private". Il successivo 28 febbraio gli si rinnova la consulenza e gli vengono ampliate le competenze. Nocentini ha ufficio e telefono in assessorato e, per dirla con le parole di Antonio Salta (presidente della commissione regionale d'inchiesta sulla sanità),"è in posizione intermedia fra il direttore generale e alcuni direttori di settore". Un superconsulente. Salta è implacabile e chiede in un'interpellanza urgente al presidente Ghigo e all'assessore D'Ambrosio come mai in una direzione organizzata in 6 settori, "tutti guidati da dirigenti di comprovata esperienza", si sia pensato a questo incarico ad personam e dalle competenze più che estese: "La realizzazione del nuovo modello regionale di acquisto di beni e servizi, la formazione del personale sanitario...". Dulcis in fundo, il consigliere regionale della Margherita vuole sapere "quali siano risultati della collaborazione fin qui prestata da Nocentini, in particolare quali verifiche preventive delle istanze di accreditamento delle strutture pubbliche e private abbia fin qui svolto il consulente". Sarà rinnovato il suo contratto? L'ultimo atto di Ferro che lo riguarda risale a poco tempo fa (5 giugno scorso). Per "continuare ad usufruire della professionalità del dirigente amministrativo...", il direttore generale prende atto che il consulente è appena tornato nei ranghi del pubblico impiego (si accasa all'Asl 2) e corregge la relativa convenzione estendendola ulteriormente al monitoraggio dei costi sanitari. Giovanni Rissone, direttore generale dell'Asl 4 saltato fra le polemiche un anno e mezzo fa, dice dei due: "Facevano parte di un gruppo, gente che pensava e agiva per il proprio bene e non per quello della sanità pubblica". Ciriaco Ferro (assistito dagli avvocati Giuseppe Valente e Luca Dalla Torre) si protesta innocente e cercherà di dimostrarlo nell'udienze di domani al tribunale del Riesame.
Gaino Alberto, Tropeano Maurizio

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