Rassegna stampa su Giovanni Rissone


da La Stampa del 20-02-2002

Caso Rissone, Giovanni Bosco diviso "Licenziamento politico". "No, i suoi progetti erano sbagliati"

Clicca per scaricare l'articolo originale (formato pdf) "Il dottor Rissone ha pagato per il suo modo di fare. Al San Giovanni Bosco ha portato avanti la politica di chi non scende a compromessi. Non si è allineato e l'hanno silurato. Adesso speriamo di non finire tutti allineati e coperti come in caserma..." Enrico Visetti, primario di Rianimazione con la fama del medico fuoriclasse, scuote la testa: "S'illude chi pensa che resterà in piedi tutto ciò che Gianni ha creato. Mancherà la spinta propulsiva. Rissone ha prodotto molto, con scarsissime risorse, riqualificando l'ospedale". Il giorno dopo la mancata riconferma dei vertici dell'Asl 4, l'ospedale spaccato. Un terremoto. Da un lato c'è chi, come il dottor Valter Arossa, nuovo direttore sanitario al posto del neo commissario Giulio Fornero, dichiara: "La Regione aveva dato una serie di avvertimenti e disposizioni che il direttore generale non ha rispettato". Dall'altro chi accuse, come i Ds In Regione: "Con lo stesso deficit per cui si boccia Rissone, il dottor Odasso fu promosso dal Sant'Anna elle Molinette". Politicamente, la scelta della Regione sembra essere nel segno della continuità: respinto della giunta di centrodestra il più dichiarato direttore di centrosinistra in piena bufera su Forza Italia, il timone resta saldamente a sinistra per evitare la rivolta. Tecnicamente, però, non c'è dubbio che il passaggio di testimone segnerà un cambio di rotta, stando alle molte della dichiarazioni raccolte ieri in ospedale: "Questa ospedale - polemizza il primario di Medicina d'urgenza, Federico Olivieri - sta implodendo. Il direttore generale aveva messo troppa carne al fuoco. Abbiamo creato progetti straordinari, certo, ma non stiamo più garantendo la routine. In Medicina, ad esempio, non abbiamo più possibilità di ricoverare". "Nelle scelte, Rissone ha privilegiato la parte medica e ha messo persone sbagliate al posto gusto", commenta Ignazio Meloni, del sindacato Snatos. E ancora: "È stato un grande decisionista - sostiene il chirurgo Diego Fontana, rappresentante della Federazione medica dirigenti Fesmed -. Ha nominato una serie di primari mentre prima di lui nessuno aveva preso decisioni. Ma lo avevamo avvisato, discutendo dei suoi progetti : "Spenderemo un sacco di soldi e poi ci ritroveremo con liste d'attesa lunghissime". I fatti ci hanno dato ragione: avremo presto un nuovo pronto soccorso dell'ultima generazione, mentre continua a esserci gente che aspetta un anno per un semplice intervento programmato". Anche il gruppo consiliare dei Verdi ha preso posizione sul caso-Rissone: "Chi lavora bene e non incassa tangenti deve essere fatto fuori", si legge in un comunicato. "In questi cinque anni - sottolinea, a sostegno di questa tesi, il dottor Riccardo Bevilacqua, primario di Cardiologia - l'ospedale è cambiato da così a così". Odasso. Più di una persona contesta a Rissone di aver perso il senso delle misure per la sua battaglia personale contro il collega-nemico delle Molinette. "Rissone aveva davvero superato ogni limite. Ha pensato più a creare cose spettacolari da raccontare sui giornali, anziché preoccuparsi dell'ordinaria amministrazione", concordano molti. "Le continue polemiche con le Molinette - aggiunge Saverio De Magistris - non hanno fatto che creare un clima teso, e hanno pregiudicato qualsiasi possibile collaborazione con altre strutture. Rissone aveva veramente raggiunto un eccesso di protagonismo...". Che l'ex direttore abbia investito molto sull'emergenza non c'è dubbio. Ha creato la Neurochirurgia, ha allestito il reparto Maxillofacciale, ha scorporato i chirurghi vascolari della Chirurgia generale, ha trasformato in Medicina e Chirurgia d'urgenza i normali reparti di Medicina e Chirurgia, ha orientato verso la Traumatologia il reparto di Ortopedia. Una colpa? "Però non ha potenziato il numero di sale operatorie", risponde più' di un medico. La polemica investe anche il dottor Fornero, braccio destro di Rissone che da ieri siede su una poltrona scomoda: "La mia nomina? Un segnale di continuità, una scelta saggia perché si possa continuare a lavorare senza interruzioni", è il suo commento. "Un'incongruenza - tuona invece ancora il dottor Visetti -. Se l'allontanamento di Rissone dell'Asl 4 è una punizione per la politica sanitaria sbagliata, è quantomeno singolare che al suo posto ci sia un comprimario di quelle scelte contestate".
Marco Accossato

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