Rassegna stampa su Giovanni Rissone


da La Stampa del 26-02-1999

Nel mirino il direttore generale "Molinette, troppe spese". È guerra tra gli ospedali. La polemica sollevata dal Giovanni Bosco. E la Cgil: si dimetta l'assessore D'Ambrosio

Clicca per scaricare l'articolo originale (formato pdf) Il "profondo rosso" della sanità pubblica regionale alimenta progetti e veleni. Nei giorni dei dibattiti infuocati in Consiglio, anche le aziende sanitarie e ospedaliere fanno i conti con le mole necessità e le poche risorse. Ed esplode feroce una polemica. Giovanni Rissone, direttore generale dell'Asl 4 e dell'ospedale Giovanni Bosco, attacca le Molinette e il suo manager, Luigi Odasso: "In una situazione drammatica di risorse all'osso - dice - dopo aver lasciato un passivo di circa 60 miliardi e una schiera di neo assunti all'ospedale Sant'Anna e Regina Margherita, Odasso ha chiesto di pater chiudere il bilancio '98 a 660 miliardi di spesa, 120 in più dell'anno passato". Inammissibile, secondo i vertici dell'Asl 4. Guerra aperta: "Basta! Sappia, Odasso, che non siamo disposti ad accollarci le conseguenze dei suoi deficit. Mentre c'è chi è costretto sempre a razionalizzare gli investimenti, altri spendono e spandono". Odasso s'infuria e minaccia querela: "Il passivo al Sant'Anna e al Regina Margherita? Nessuno sperpero. Avevamo previsto di arrivare nel '98 a circa 300 miliardi di spesa, poi la Regione ha fatto inversione di rotta dicendo che non potevamo più investire quanto programmato. Il che ci ha spiazzati". Spiazzati per 54 miliardi, precisa lui. "Nel frattempo - ammette - avevamo assunto alcune persone per fronteggiare i bisogni di un'azienda che doveva "viaggiare", appunto, a quota 300 miliardi...". La polemica è appena cominciata. Nelle previsioni delle delibere regionali, le uscite del Sant'Anna, del Regina Margherita e delle Molinette supereranno complessivamente nel Duemila i cento miliardi di deficit. Il che accende altri animi: la Cgil Funzione pubblica chiede le dimissioni dell'assessore regionale alla Sanità, Antonio D'Ambrosio, "Odasso - spiega Saverio Chiappero - sui giornali continua a dichiarare che alle Molinette ha ereditato una situazione disastrosa. Se è così l'assessore dovrebbe dimettersi, poiché evidentemente non ha vigilato sul più grande ospedale piemontese. Se non è così, allora D'Ambrosio dovrebbe togliere l'incarico a Odasso, poiché significa che c'è un problema fra l'attuale manager delle Molinette e la giunta che lo ha nominato". Con la gestione-Odasso, il Sant'Anna e il Regina Margherita si è trasformato in un cantiere che porterà nuovi spazi e servizi per la sanità. Prospettive di crescita, dunque. Come promettono ora in Corso Bramante. "Ma il punto non è questo - incalza Chiappero -: qualsiasi dirigente di un'industria non se ne sarebbe andato dal suo posto con una situazione come quella che è stata lasciata. Perché ora, col cambio ai vertici, finirà come al solito: il nuovo direttore generale del Sant'Anna e del Regina Margherita non risponderà degli investimenti fatti dal predecessore, e chi verrà dopo di lui continuerà così. Risultato? Si ricomincia sempre da zero, senza individuare mai responsabili di nulla". A fare i conti con la situazione negli ospedali infantile e ginecologico, da pochi mesi, c'è il dottor Gianluigi Boveri. Mentre alle Molinette si parla di grandi sviluppi, mentre fra pochi mesi dovrebbe essere distribuito in corsia addirittura un giornale aziendale e poi un notiziario scientifico, Boveri naviga a vista: "Con uno "sbilancio" di gestione di circa 60 miliardi - allarga le breccia - posso solo contenere le spese. Sono stato costretto a dire no a molte promesse fatte dalla precedente gestione, perciò chiedo di essere giudicato solo dopo il bilancio '99". C'è una "manica larga" pro-Molinette? Si rifletterà sulle risorse a disposizione della Asl che devono gestire in più i servizi territoriali? L'assessore D'Ambrosio: " Sappiano, i direttori generali, che qualsiasi investimento deve passare prima da qui. Nulla sarà fatto se un'azienda ospedaliera dovesse penalizzare quelle sanitarie".
Marco Accossato

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