Rassegna stampa su Giovanni Rissone


da La Stampa del 04-09-1998

Il Consiglio di Stato dà definitivamente ragione alla Regione: può scegliere i vertici della sanità Asl, i commissari tornano direttori generali. Ma scoppia un caso: "Mezzo miliardo per diventare primario"

Clicca per scaricare l'articolo originale (formato pdf) Il Consiglio di Stato ha stabilito, una volta per tutte, che sono direttori generali i 28 nominati due anni fa della Regione per guidare le Aziende sanitarie locali (Asl). Che altalena! Nel settembre '97 le nomine. Nel novembre '97 la sentenza del Tar che le annullava. Subito dopo la conferma, da parte della giunta piemontese, nella veste di commissari. Ieri il verdetto finale, irreversibile. "Il consiglio di Stato ha ritenuto esauriente e coerente l'istruttoria seguita dalla Regione", annunciano il presidente del governo. Enzo Ghigo e l'assessore alla Sanità, Antonio D'Ambrosio. C'è particolare soddisfazione nella sede di piazza Castello perché, oltre a dare atto della trasparenza e della correttezza seguita dall'ente, la sentenza convalida un metodo che potrà essere seguito per altre nomine, "Dice che non è necessario - spiega l'assessore D'Ambrosio - comparare tra loro i 400 candidati, se avessimo dovuto farlo, i confronti avrebbero dovuto essere oltre 4 milioni. Impossibile. Per di più è stato chiarito che possono essere fatte scelte anche tra chi ha più di 65 anni". Tutti reintegrati nella carica di direttore generale gli attuali vertici delle Asl. Ad eccezione di Mario Lombardo, che continuerà a svolgere le funzioni di commissario delle Molinette. La sua nomina non fu conseguenza della decisione del Tar, ma delle dimissioni del direttore. Il responsabile del più grande ospedale piemontese sarà scelto prossimamente, così come quello dell'Agenzia regionale della sanità, che servirà di supporto all'assessorato. "Valuteremo le domande pervenuteci, con discrezionalità, ma senza subire pressioni" assicura D'Ambrosio compiacendosi del fatto che "finalmente sarà possibile garantire stabilità e continuità alla guida delle Asl, condizioni essenziali per il definitivo decollo della nuova sanità". Ghigo, D'Ambrosio, la giunta tutta (rilevante fu l'apporto vicepresidente Gaetano Maiorino) hanno ricevuto i ringraziamenti dei 28 direttori, riunitisi ieri in piazza Castello per apprendere la bella notizia. Hanno parlato i direttori Zerella (Asl 21 di Casale Monferrato) a Bezzan (Asl 11 di Vercelli). Durante la conferenza stampa è arrivata anche una denuncia. Dal direttore dell'Asl 4, Giovanni Rissone: "Non avremo alibi, è vero. Ora dobbiamo lavorare per quel cambiamento della gestione della Sanità di cui c'è bisogno e che voi avete avviato, in particolare l'assessore D'Ambrosio, con caratteristiche di onestà. La salute prima di tutto senza altri interessi. Io ho proceduto alla nomine di 9 primari, e si sa che c'erano pressioni, si parlava di soldi, di mezzo miliardo per un posto". È intervenuta Laura Serra, direttore dell'Asl 7 di Chivasso: "Gli operatori della sanità hanno vissuto male quell'incertezza, si voleva sapere in che direzione andare, invece non si sapeva a che carro attaccarsi...". "A nessun carro - l'ha interrotta D'Ambrosio -, è proprio questo che abbiamo dimostrato con le nomine dei 28 direttori: non ci devono essere carri cui attaccarsi". Ma Rissone di chi parlava? Quali pressioni? " Arrivano da ogni parte, politici, sindacati, università, aggregazioni massoniche - risponde il direttore del'Asl 4 -. Ci sono cento nomine di primari da fare. C'è chi ha paura. Si ricevono promesse di protezioni, o minacce. Io che ho nominato 9 primari, riconosco all'assessore D'Ambrosio di avere garantito la libertà di scelta". Rissone è di area Pds, e D'Ambrosio è stato indicato da Alleanza nazionale "Sì, anche in An ci sono dei compagni, a volte. Come ci sono dei camerati nel Pds", commenta Rissone.
Luciano Borghesan

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