Rassegna stampa su Giovanni Rissone


da La Stampa del 02-06-1998

All'Asl 4, ma è polemica con i volontari del Sea. Un servizio di assistenza a chi esce dall'ospedale

Clicca per scaricare l'articolo originale (formato pdf) Gli anziani dimessi dagli ospedali Giovanni Bosco e Luigi Einaudi hanno da oggi una possibilità di assistenza in più, quando non possono contare sull'aiuto di familiari e parenti. Asl 4 e Comune hanno creato un coordinamento unico tra assistenti domiciliari, medici specialisti della riabilitazione, infermieri e volontari: il malato che lascia l'ospedale verrà seguito a casa propria - a carico del servizio pubblico - da un'equipe ad hoc per tutto il tempo necessario. Il servizio è stato presentato ieri. È destinato a circa 200 pazienti. "Se l'iniziativa avrà successo - spiega l'assessore comunale ai Servizi sociali, Stefano Lepri - contiamo di estenderlo in futuro anche ad altre Asl cittadine". "L'assistenza a domicilio post-ospedaliera - sottolinea il commissario dell'Asl, Giovanni Rissone -ha due vantaggi: il paziente può tornare prima a casa e l'ospedale risparmia sul costo delle degenze". Il progetto ha innescato una polemica con il Sea, il Servizio emergenza anziani: "Ci rallegriamo per il servizio attivato - dice la presidente, Maria Paola Tripoli -, ma ci sembra scorretto presentare per nuova e sperimentale un'iniziativa che ha lasciato deliberatamente fuori chi l'ha progettata e sperimentata per prima nel '94". Risponde Rissone: "Riconosciamo l'esperienza positiva fatta dal Sea, ma riteniamo che debba essere innanzitutto il servizio pubblico a prendersi carico di un progetto del genere". E Lepri: "Non era possibile "acquistare" un servizio del genere da un'associazione di volontariato, alla quale avevamo comunque proposto una collaborazione complementare. Col Sea, però, è già pronta un'altra convenzione per gestire attività di accompagnamento a favore degli anziani assistiti dal Comune".

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