Rassegna stampa su Giovanni Rissone


da La Repubblica del 31-08-1997

"Dottore, ho la vagina pectoris"

Clicca per scaricare l'articolo originale (formato pdf) TORINO - "Dottore, mi sento male, ho la vagina pectoris...". Si può, al pronto soccorso di un grande ospedale metropolitano, sorridere, o addirittura ridere della sofferenze dei malati? L'ultimo libro "Millelire" intitolato "I malanni secondo i pazienti" dimostra che, fra i dolori di un pronto soccorso, ci può essere spazio anche per un po' di humour. A raccogliere in modo puntiglioso e preciso le descrizioni dei sintomi fatte dai pazienti sono stati trenta infermieri e altrettanti medici del pronto soccorso dell'ospedale torinese Giovanni Bosco, 70 mila passaggi all'anno per un bacino di utenza di 400 mila persone. "Dottore, ho i tricicli (trigliceridi) alti". "Ho I'orso poroso (osteoporosi)". "Ho preso una supposta di Gustopan (Buscopan)". "Mia figlia ha avuto un'erezione cutanea".
"Prendo l'hascisc (Lasix)". Questo esilarante stupidario, secondo lo psichiatra Annibale Crosignani, dimostra che "il rapporto fra medico e malato è dominato dalla sofferenza e, quindi, dalla emotività nell'esprimersi del malato". Il malato, quando entra al pronto soccorso, è in stato di stress, sta male, accusa dolore, e cosi spiega subito, a modo suo, come può, senza badare tanto alla forma, il suo problema.
"Ho avuto un iptus (ictus)". "Ho il polistirolo a posto (colesterolo)". "Mi è venuta la tettinite al ginocchio (tendinite)".
"Mia sorella non va dal girocollo (ginecologo)". "Sono due mesi che non mi vengono i minestroni (mestruazioni)". "Mi leva il carter, per piacere (catetere)?". "Ho fatto una rx alla colonna lombarda (lombare)". "Il linguaggio astruso e complicato della medicina - ha spiegato Crosignani - e la differenza culturale esistente tra medico e paziente - possono causare amanita verbali nella comunicazione. Il medico dovrebbe fare di tutto per mettere a suo agio il malato, stando attento soprattutto al linguaggio emotivo e del corpo, mentre il paziente, a sua volta, ha I'obbligo di formarsi un'educazione sanitaria che torna tutto a suo vantaggio". Insomma, confondere la "trielina" con la "trinitrina" può anche essere pericoloso.
Alberto Custodero

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