Rassegna stampa su Giovanni Rissone

da La Stampa del 1991

Indagine sulle strutture (scarse) della riforma psichiatrica esistenti in città

La follia nella porta accanto

È uscito da una "comunità alloggio", l'altro giorno, il giovane che ha aggredito una bambina - Raccolta di firme nel quartiere "contro la casa"? - Un medico: "Nelle grandi metropoli si è perduto il senso della solidarietà" - Parlano gli operatori

Clicca per scaricare l'articolo originale (formato pdf) È confuso, ha poco o niente da dire su giovedì sera, quand'ha chiesto a Samantha, 11 anni, di "fare l'amore" e poi l'ha picchiata. Era in comunità e adesso è ricoverato al reparto psichiatrico dell'Astanteria Martini, Pierluigi C., 17 anni, malato di mente, "carenze dell'intelletto e psicosi d'innesto".
Ma in via Paisiello - al numero 13 c'è la comunità che l'ospitava - la gente sfoga la tensione, si chiede "perché proprio qui quei malati", offre un po' di comprensione ("sappiamo che hanno problemi"), ma fa capire che la pazienza ha un limite ("un adulto può difendersi, ma i bambini..."). E gira la voce della "raccolta di firme" contro "la casa".
Così, dopo in vicenda di Irene, incatenata da un padre che si sentiva solo di fronte alle crisi della figlia, ecco l'altro risvolto, quello sociale: la bimba che va per la sua strada e porta le conseguenze degli sforzi d'integrare un malato.
La polemica iniziale, sull'applicazione della 180 e sulle poche strutture per seguire i casi difficili senza pesare sulla famiglia, si sposta ora sul funzionamento delle "strutture che esistono". A Torino ci sono 7 comunità alloggio con 42 ospiti, 5 terapeutiche con 32 pazienti, 4 centri diurni, 14 "attività risocializzanti" presso ambulatori. Sono 8 le strutture residenziali nella provincia, con 83 posti.
Dice l'assessore regionale alla Sanità, Maccari: "Uno dei problemi più evidenti a Torino e la difficoltà di garantire risposte residenziali o semiresidenziali". Una difficoltà che si scontra con diffidenze, problemi oggettivi, episodi clamorosi: ci sono stati condomini che hanno fatto gruppo per acquistare l'alloggio destinato alla comunità o in cui i proprietari hanno trovato offerte superiori a quelle pubbliche.
Commenta il dott. Giovanni Rissone, del consiglio direttivo di Psichiatria Democratica: "Nelle grandi metropoli italiane, disgregate come sono, è perduto il senso della solidarietà". Ma crearlo non è facile, soprattutto quando certe situazioni fanno scivolar via i residui di fiducia. Rissone: "Certo, la gente vive come imposizioni dall'alto queste soluzioni. Non esiste partecipazione, perciò ci si ritrova la comunità accanto a casa senza aver partecipato alla sua nascita".
Ma è difficile anche partecipare, quando gli episodi si ripetono, quando le grida e l'abbandono e la disperazione dei più sfortunati irrompono nella tua vita, a volte con violenza, quando il povero Pierluigi blocca una donna per strada e poi, appena i suoi impulsi tornano, ci riprova con una bimba che ora all'ospedale infantile.
Le comunità sono ancora poche per sollevare le famiglie. Ma la quantità non basta, c'è il problema della gestione. Maccari: "Gli infermieri psichiatrici in Piemonte sono 1394, concentrati soprattutto nelle zone sedi di ospedali". Ne vien fuori che il rapporto fra popolazione è personale dà un tasso di 30 addetti ogni 100 mila abitanti, superiore a quello nazionale (17 per 100 mila). Precisa Maccari: "A Torino siamo a 44 ogni 100 mila".
Ma nel conto delle comunità elencate nelle tabelle non ci sono gli "alloggi" affidati a cooperative. C'è gente che crede al suo lavoro, è preparata, affronta bene il compito, ma fra gli stessi medici si levano contro altri gruppi accuse di "impreparazione, approssimatività, mancanza di terapie". È drastica Adriana Fusari, primario nei reparti rimasti a Collegno: "Dove ci sono preparazione e professionalità bene, gli altri via".
La brutta vicenda di Samantha e Pierluigi viene da una delle comunità controllate dall'Usl. Com'è qui la preparazione? Risponde primario del dipartimento, dott. Carmine Munizza: "Il nostro personale ha professionalità, sono infermiere ma anche borsiste, per esempio psicologhe o studenti di medicina, che vengono seguiti da un medico che controlla ogni settimana il loro operato, l'andamento del lavoro". Forse sono minori controlli e gli interventi sulle cooperative (che all'inizio molto aiutarono l'esodo dal manicomi) e sulle pensioni che hanno ospitato tanti dimessi: "Certo - ammette Munizza - l'ambulatorio si fa carico di quelle persone, ma con il peso del lavoro suo, con la disponibilità di tempo ridotta". Che la comunità - quando funziona - sia davvero utile, è provato, secondo lo psichiatra, da alcuni episodi. Ecco la storia di A. e G., in cura al dipartimento dell'Astanteria Martini. Vivono in "case" diverse, ma vanno d'accordo e hanno voglia di fare, anche se le loro patologie non sono state spazzate via dai giorni di repartino. Uno di loro era autista, insieme si sono messi a scorrazzare per Torino con un furgone Ape, raccolgono carta, ferri vecchi, stanno meglio. "Il manicomio non li avrebbe guariti", dice Munizza. Ma la gente in strada non conosce A. e G., conosce l'attimo psicotico di Pierluigi. Instate Munizza: "Se ci si impegna con quattrini e operatori , la riforma è applicabile, ma certo applicarla è molto faticoso. I cronici esistono, esistono le esigenze di strutture adatte, anche quelle protette". E si chiede: "Davvero la psichiatria è così distante dal resto della mediana in Italia? Non mi pare. Non è la perla e neppure la cenerentola. Fa parte di un complesso che ha le sue disfunzioni".
Marco Neirotti


Strutture residenziali e semiresidenziali nella città
USLComunità alloggioComunità terapeutica Centri diurniAttività risocializzanti
presso ambulatori
Ic. Arimondi, 7: posti 4v. M. Polo, 42: posti 6v. Da Verazzano, 4 Q.1: v. Piffetti, 7
Q.3: v. Da Verazzano, 4
IIQ.12: v. Rubino, 67
IIIQ.4: v. Braccini, 26
IVc.so Lecce, 43: posti 10c.so Francia, 332Q.6: v. Piffetti, 7
Vv. Stradella, 78: posti 8Q.17: v. Cardinal Massaia,11
VIv. Paisiello,13: posti 7 Q.18: v. Tamagno, 5
Q.19: v. Abeti, 16
VIIv. Damiani, 15
v. Roero di Cortanze, 4: posti 11
c.so Vercelli,15: posti 4c.so Novara, 6 Q.7: c. Vercelli, 15
Q.8: v. Rossini, 22
Q.2I:v. Buttigliera, 9
VIIIv. Monti, 43/A: posti 10
IXv. Vian, 66
v. R. Gessi, 11: posti 10
v. Ventimiglia, 76: posti 4c.so Giambone, 65 Q.9: v. Nina, 410
Q.10: v. Montevideo, 45
Xc. Arimondi, 7: posti 4Q. 23: v. Negarville, 11/A
Tot. posti42324 centri14 centri

La situazione in Provincia
SEDEPOSTI
USL 24
USL 26
USL 28
USL 29
USL 30
USL 34
USL 40
USL 43
Collegno
Venaria
Settimo Torinese
Gassino Torinese
Chieri
Rivalta
Chiaverano
Luserna S. Giovanni
20
5
15
5
4
6
8
20


Torna all'elenco degli articoli