Rassegna stampa su Giovanni Rissone

da Eco delle Valli Valdesi del 19-07-1991

Dopo l'intervento dell'assessore Maccari

L'ambulanza resta ferma

Il comportamento della val Pellice definito "propagandistico" - La storia dei piani d'intervento regionale per i soccorsi più urgenti

Clicca per scaricare l'articolo originale (formato pdf) L'ambulanza attrezzata per il soccorso urgente, acquistata dalla Croce Rossa di Torre Pellice grazie alle offerte raccolte in questi anni fra la popolazione (circa 100 milioni), resterà per ora in garage inutilizzata. È questa la conseguenza immediata della sospensione della deliberazione che l'USSL 43 aveva preso e che prevedeva un rimborso chilometrico per gli interventi della nuova ambulanza, nonché la presenza a bordo di un medico.
"Non so cosa accadrebbe se per altro in questo periodo dovesse verificarsi la necessità di un soccorso urgente e noi non potessimo utilizzare la nuova ambulanza", commenta amaramente il coordinatore sanitario dell'USSL 43, Rissone.
Da parte dell'assessorato regionale alla Sanità sono stati espressi giudizi molto negativi sul comportamento "particolaristico e non coordinato" dell'USSL della val Pellice e lo stesso comitato direttivo del DEA (Dipartimento emergenza e accettazione) di Pinerolo, deplorando il comportamento "demagogico e propagandistico" della val Pellice, ricorda che i lavori di rinnovo del pronto soccorso e di istituzione della rianimazione presso l'ospedale civile di Pinerolo sono stati finanziati dalla Regione Piemonte e sono in corso.
La decisione di dar vita a questo soccorso urgente - ribattono sia il coordinatore sanitario dell'USSL 43, sia il presidente della Croce Rossa Arnaldo Bracchi - è stata presa fin dal 1985 ed approvata dalla Regio del dott. Rissone, coordinatore sanitario dell'USSL: "Purtroppo nelle USSL il rapporto di pubblico impiego (forma di supergaranzia che spesso protegge solo chi non lavora o chi è incapace) non consente di licenziare neppure coloro i quali, come nel nostro caso, fanno della pura demagogia gettando fumo negli occhi della gente".
"Queste accuse - precisa Rissone - non meritano commenti; personalmente ho redatto tutta la cronistoria della vicenda, a partire dal 1985, in cui a parlare sono i fatti e non le ipotesi o le grandi parole. Queste note sono state inviate ai coordinatori sanitari delle USSL 42 e 44, oltre che al coordinatore del DEA di Pinerolo. Non è da oggi che abbiamo la sensazione di una volontà di penalizzare una valle che ha saputo mettere in piedi servizi totalmente inesistenti altrove e che prendono in considerazione i problemi reali della gente, ma queste sono valutazioni di tipo politico che spettano anzitutto ad altri".
Piervaldo Rostan

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