Rassegna stampa su Giovanni Rissone

da Il Pellice del 10-07-1991

Dall'USSL 43 e la Croce Rossa

Nuovo servizio di soccorso urgente

Un centro unico di chiamata 24 ore su 24 - In dotazione una unità, mobile di rianimazione

Clicca per scaricare l'articolo originale (formato pdf) Il 7 luglio scorso l'U.S.S.L. 43 - Val Pellice ha avviato in convenzione con la Croce Rossa Italiana di Torre Pellice, il Servizio di Soccorso Urgente Territoriale con Unità Mobile di Rianimazione.
In questa fase sperimentale, un medico potrà essere chiamato direttamente dai cittadini, 24 ore su 24, per i casi di urgenza ed emergenza sanitaria, telefonando al n. 0337/21.11.44. E' stato inoltre istituito, dal 7 luglio 1991, un Centro Unico di Chiamata, 24 ore su 24, per l'urgenza ed emergenza sanitaria, gestito dalla Croce Rossa di Torre Pellice: il numero telefonico 6: 91.996.
Il medico del Servizio di Soccorso Urgente Territoriale sarà in diretto collegamento con il Centro Unico di Chiamata per gli interventi con l'Unità Mobile di Rianimazione e sarà, come già in passato, in collegamento con i medici dell'Ospedale Valdese di Torre Pellice per il supporto clinico e, nelle ore diurne, con i Medici di Base ed i Servizi Sanitari dell'U.S.S.L..
Tramite il Centro di Chiamata per l'Urgenza ed Emergenza saranno immediatamente informati e chiamati secondo le necessità emerse: l'Elisoccorso, operante nelle ore diurne (116), i Carabinieri (112), i Vigili del Fuoco (115), il Soccorso Alpino CAI (116), la Croce Verde di Bricherasio.
L'unità Mobile di Rianimazione è stata finanziata dalla CRI di Torre Pellice e le attrezzature di cui è dotata sono state concordate e decise in un'ottica di razionalità di scelte.

L'Assessore regionale lo ha bloccato

ULTIMA ORA - Mentre andiamo in stampa apprendiamo che l'assessore regionale alla Sanità, Eugenio Maccari, ha disposto l'immediata sospensione del provvedimento dell'USSL 43 di avvio del Servizio di soccorso urgente.
La notizia ha destato preoccupazione ed indignazione fra gli amministratori ed i cittadini delta Valle, in particolare fra i volontari della CRI. Ci si chiede quali motivi hanno determinato l'incomprensibile decisione dell'assessore Maccari.

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