Rassegna stampa su Giovanni Rissone

da La Stampa del 26-01-1988

I veterinari: "L'obiettivo è far salute"

È il tema di un convegno che si terrà a Torre Pellice venerdì e sabato - L'importanza della prevenzione e dei controlli - L'anno scorso in Piemonte 50 casi di vitelli gonfiati con estrogeni e sostanze vietate

Clicca per scaricare l'articolo originale (formato pdf) II ruolo del veterinari pubblici (Usl, Regioni, frontiere e porti) deve essere qualificato perché la tutela dei consumatori è primaria. Con questa premessa tremila veterinari italiani (trecento in Piemonte), assieme ai vertici nazionali e regionali della Sanità, si riuniranno venerdì e sabato a Torre Pellice in un convegno della "Società italiana di sanità pubblica veterinaria", intitolata appunto: "obiettivo far salute".
Le insidie di produttori disonesti, degli inquinamenti del suolo e colture, sono sempre più evidenti nei prodotti di origine alimentare: quindi prevenzione, maggiori controlli e più specializzazione. Vi sono poi gli aspetti legislativi e di, diritto legati agli allevamenti, agli animali domestici e da compagnia.
Nel corso dell'87, in Piemonte i servizi veterinari hanno individuato 50 casi in cui gli allevatori avevano ingrassato vitelli con estrogeni e "bombe" chimiche vietate. Si scoprì un contrabbando dalla Francia di queste sostanze. Vennero anche scoperti laboratori chimici clandestini. Il Nucleo antisofisticazioni dei carabinieri e la Finanza fecero scattare le manette per i disonesti: una lotta contro specifici interessi ben radicati.
"Recentemente - ha spiegato l'assessore regionale alla sanità, Maccari - la Regione ha presentato una legge sulla qualità, con una certificazione di garanzia che difende il consumatore e qualifica l'allevatore di carni bovine piemontesi. È un'iniziativa che è piaciuta al ministero della Sanità".
Ma le insidie sui prodotti di origine animale sono diverse: c'è quella da mercurio per i pesci marini più grossi; le acque delle campagne sono inquinate da allevamenti e pesticidi; il fieno accumula piombo e anticrittogamici.
Come possono difenderci i veterinari? "Specializzandoci innanzitutto. Inoltre bisognerebbe avere moderni laboratori di controllo, per compiere rapidi esami - spiega il dott. Mario Valpreda, responsabile veterinario del Piemonte -; insomma occorre governare il rischio sanitario della produzione". Un'esigenza molto sentita: consumo della carne bovina è in calo e nei magazzini Cee vi sono ferme ben 700 mila tonnellate di capi macellati. Ma la legge che permette nella Comunità, europea l'uso di estrogeni e ormoni negli allevamenti è stata prorogata di un anno.

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