Rassegna stampa su Giovanni Rissone

da Il Pellice del 23-12-1987

Una relazione dell'Ussl 43 sulle conseguenze degli scontri strada

Migliorare la viabilità per tutelare di più la salute pubblica

Nel periodo gennaio-novembre 472 incidenti, 1018 feriti, 40 morti

Clicca per scaricare l'articolo originale (formato pdf) Giovedì 17 dicembre alle ore 21 si e riunito il Comitato della Usl 43 della Valpellice per discutere alcuni punti all'Ordine del Giorno. Fra gli altri si è discusso, con unanime convinzione, sulla situazione della viabilità del pinerolese e dello specifico della Valpellice.
La relazione tecnico-scientifica esposta dal dottor Rissone, Coordinatore Sanitario della Comunità montana Valpellice Usl 43, ricca di contenuti e di studi approfonditi nella sua specificità, ha colto nel segno, in virtù di dati statistici inconfutabili ed a prova di quanto sia inadeguata al traffico la ragnatela viaria del pinerolese: statali Torino - Pinerolo, Pinerolo - Pragelato, Pinerolo - Bobbio Pellice.
La relazione già discussa in sede di Comitato di Gestione Usl dalla Comunità montana Valpellice, che in virtù dei dati esposti, l'ha fatta propria in quanto a conforto di una azione unitaria che la stessa Comunità montana Valpellice conduce sin dagli anni 70.
C'è una preoccupazione di fondo alla base dei dati esposti dal dottor Rissone, una preoccupazione che coinvolge tutto l'iter della Comunità montana e della Usl 43 che è quella relativa alla tutela della salute pubblica.
È quindi d'opinione il dottor Rissone quale importanza abbia lo stato di viabilità come grave fattore di mortalità e morbilità ed inoltre, essendo questo fattore non considerato, quanto sia necessario lottare con tutte le forze tecnico-politiche possibili per cambiare la grave situazione esistente legata ad un simile problema.
Stando ai dati che il dottor Rissone ha avuto dal Coordinatore della Dea di Pinerolo e del Direttore Sanitario dell'Ospedale Agnelli si rileva una statistica impressionante legata ad incidenti stradali.
Il periodo considerato va dal 1 gennaio al 30 novembre 87; chiaramente non sono dati che rispecchiano la realtà del pinerolese, in quanto, per incidenti avvenuti in prossimità di Torino, gli incidentati medesimi possono essere stati ricoverati ospedali del capoluogo; comunque numericamente sono tantissimi per cui penso sia logica la preoccupazione delle autorità preposte alla tutela della salute del cittadino. Nel periodo in questione gli incidenti sono stati ben 472, i morti 40, i feriti 1018: 3,3 feriti al giorno e 1 morto alla settimana in media; le prognosi riservate sono state 39 relative a persone coinvolte in incidenti stradali, trenta di esse sono state trasferite negli Ospedali di Torino. Dei 1018 feriti, 286 sono stati ricoverati all'Ospedale Agnelli di Pinerolo: 160 con prognosi inferiore ai 20 giorni e 126 con prognosi superiore ai 20 giorni.
Delle 715 persone ferite non ricoverate, 666 hanno avuto una prognosi inferiore ai 20 giorni, 49 superiore ai 20 giorni. I mesi con maggiore incidenza di feriti sono stati maggio con 114, giugno 103, luglio 116, agosto 106, novembre 120 mentre per gli altri mesi si ha una media di 79,6 feriti.
La fascia di età più colpita quella tra i 18 e i 40 anni: 623 feriti (61,2%) gli altri feriti di distribuiscono tra i 35 e 71 anni, mentre vi sono stati 39 feriti compresi tra 0-10 anni. Tanto per avere un'idea dei luoghi più pericolosi si può constatare che le statali Torino - Pinerolo, le strade del pinerolese e di Pinerolo assorbono circa il 65% dei feriti e morti, le strade della Valpellice il 25%, quella della Val Chisone il 10% circa.
I punti pin pericolosi sono Airasca , Pinerolo, bivio di Cumiana, Bricherasio, Porte, Luserna, Vigone, Frossasco, Villar Perosa, Cercenasco, None, Riva, Cavour, Piscina.
"I costi umani, esistenziali, drammi, i problemi, che parenti e interessati hanno, vivono, sono intuibili" afferma il dottor Rissone "I danni sanitari dovuti alla viabilità sono evidenti. Ma vi sono dei costi economici per la collettività: problema economico reale che pure va affrontato".
Morti: l'indennizzo varia in base al reddito, la media e di 120/150 milioni a persona; calcolando un indennizzo di 130 milioni, 40 morti significano in costi economici 5 miliardi e 200 milioni.
Feriti: tenendo presente soltanto i ricoveri, per una degenza media di 20 giorni, considerando che il costo giornaliero di degenza si aggira intorno alle 200.000 lire, le 5720 giornate di degenza (sottostimate) e tenendo conto che le degenze nei reparti ortopedici hanno costi superiori, tale operazione porta ad un costo pari a un miliardo e 144 milioni di lire. Ci sono da considerare gli alti costi delle riparazioni delle auto o della loro sostituzione, costi molto elevati.
Ma al di là di queste considerazioni economiche, che sono pur molto importanti e da tenere presente che paga poi la collettività, esiste una preoccupazione di fondo, quella, cioè, di poter sbrogliare una matassa che ormai va ad aggrovigliarsi ogni giorno di più: gli intrecci della viabilità i cui nodi vanno risolti al più presto, se veramente vogliamo evitare a volte di assistere a delle scene raccapriccianti, di sapere che una giovane vita si è persa per le nostre strade, se veramente desideriamo e ci preoccupiamo che i nostri figli, in viaggio, facciano ritorno a casa. Ed è ciò che la Comunità Montana Valpellice, Enti preposti desiderano, ma soprattutto lo desiderano i genitori, i fratelli, le spose o i mariti.
Non c'è impegno politico se non c'è iniziativa, non c'è realizzazione se non c'è impegno politico, spetta a chi di competenza cercare di sanare una piaga che non può essere trascurata. Bisogna evitare la cancrena.
Gino Farina

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