Rassegna stampa su Giovanni Rissone

da Il Pellice del 17-12-1986

Organizzato dall'Ussl 43 si è tenuto a Torre Pellice

Idee a confronto e prove di concretezza al convegno nazionale "obiettivo far salute"

Sono intervenuti docenti universitari, responsabili di organizzazioni sanitarie e personalità politiche, tra cui il ministro della Sanità Donat Cattin. Istituita una segreteria generale permanente per "far salute"

Clicca per scaricare l'articolo originale (formato pdf) "Per salute significa riuscire a trovare una strategia strettamente collegata alto condizioni di vita della persona, strategia, o progetto, che deve essere vista in un quadro di programmi più vasto in cui comunque l'uomo e il suo bisogno di star bene, è il centro di un sistema di progetti integrati che vanno dalla casa, alla città, alla scuola, alla alimentazione, al luogo di lavoro".
Con queste parole il presidente della Comunità Montana Val Pellice-Ussl 43 arch. Piercarlo Longo ha aperto il convegno nazionale "Obiettivo far salute, servizi e comunità a confronto", che si è tenuto al cinema Trento di Torre Pellice dall'11 al 13 dicembre, promosso della Comunità Montana Val Pellice-Ussl 43 con il patrocinio della Regione Piemonte e dell'assessorato alla Sanità della Regione, dell'ordine dei medici della Provincia di Torino, dell'Università di Torino, della facoltà di Medicina e Chirurgia, Scienze Politiche, del dipartimento di Scienze sociali di Torino, della Società italiana Medici di Medicina Generale, del Centro di ricerca per l'Economia, la Organizzazione e l'Amministrazione della Sanità, della Banca Nazionale del Lavoro e della Cassa di Risparmio di Torino.
La prima giornata ha visto il confronto tra i rappresentanti delle comunità cattoliche ed evangeliche. Il pastore valdese Alberto Taccia parlando dell'attenzione che le Chiese in generale e le Chiese Evangeliche in particolare rivolgono al problema salute, ha affermato che essa non derive da una volontà di recuperare quello che nel passato era uno dei campi specifici del loro intervento né della pretesa di intervenire e interferire in quelle che sono le competenze specifiche degli organismi e delle istituzioni preposte alla soluzione del problema salute. L'interesse delle comunità dei credenti nasce dal fatto che la salute è una delle componenti fondamentali dell'esistenza umana. E l'esistenza umana nel suo complesso riguarda strettamente il messaggio evangelico e quindi la ricerca e la testimonianza della Chiesa. Essa non può limitare il suo interesse ai problemi dello spirito, dell'interiorità o dell'aldilà, ma deve estendere la sua attenzione all'uomo nella sua integrità fisica e spirituale. Ma questa definizione - ha detto Taccia - specie nella nostra cultura occidentale, rischia di essere fortemente condizionata dalla dominante ideologia del successo e del benessere. Ed è chiaro che tale concetto di salute discrimina e considera automaticamente malato chi non è in grado di adeguarsi a tali canoni, e si tratta proprio degli anziani, degli invalidi e dei portatori di handicap.
Anche monsignor Nervo della Cei ha sottolineato la necessità di "far salute" soprattutto per i più deboli. In questo settore - ha detto - il vero problema non è la scarsità della risorse, ma le priorità che si danno nella loro distribuzione.
Don Ciotti del "Gruppo Abele", parlando a proposito delle comunità per il recupero dei tossicodipendenti, ha denunciato , con veemenza la preoccupante tendenza al ritorno della coazione riproposta recentemente in Usa e in Francia. Bisogna denunciare - ha detto - le speculazioni economiche che vengono fatte in questo settore: una clinica privata a Milano, per esempio, costa anche 800 mila lire al giorno. Ci sono comunità private - ha continuato - strutturate sul modello del villaggio per tossicodipendenti che diventano passerelle per i politici, nascono come funghi e sono proprio quelle che ricevono i fondi stanziati dal governo. Nel compenso in Italia da tre anni non si fa una legge sulla droga. Si fanno compromessi, ma non si vogliono affrontare i nodi del problema.
II dr. Rissone, coordinatore sanitario dell'Ussl 43, ha messo in risalto nella sua relazione l'isolamento e l'abbandono in cui spesso opera chi nei servizi pubblici lotta per il cambiamento, in una situazione di appiattimento culturale (una cultura basata su immagini che prevalgono sul contenuto, sull'apparire dell'essere) e di carenza di quadri tecnici e politici validi.
Pregiudizi culturali - ha detto Rissone - sistemi chiusi, burocrazia, comportamenti professionali passivi o d'attesa, sistemi di potere legati ad interessi contrari alla salute, di varia dimensione, condizioni negative a monte e a valle degli interventi, sono i problemi che ho riscontrato più difficili da affrontare per far salute, nei suoi momenti preventivi (Rissone ha posto molto l'accento sulla pratica della prevenzione che, a differenza della cura, obbliga a coinvolgimenti, riappropriazioni e ridefinizioni dei ruoli, comportamenti, relazioni, situazioni di intervento, informazioni, responsabilità, per i cambiamenti necessari per il raggiungimento del risultati complessivi efficaci), terapeutici e riabilitativi.
Tra i temi affrontati nella seconda giornata i diritti e le esigenze degli anziani cronici non autosufficienti e modelli di rappresentazione della malattia nel sapere disciplinare nella culture popolare, con le relazioni del dr. Santena, del coordinamento Sanità e Assistenza dei Movimenti di base di Torino e del prof. Mathieu, direttore sanitario dell'Ospedale Valdese di Torre Pellice il quale, in conclusione della propria relazione, ha affermato che se l'obiettivo che si vuole perseguire è quello di promuovere la salute (far salute), è importante ma non sufficiente provvedere ad una seria formazione culturale del personale e ad una razionale organizzazione del servizi, valorizzando le risorse umane, investendo in risorse tecnologiche e perseguendo una più valida integrazione del servizi.
Occorre nel contempo - ha proseguito Mathieu - promuovere iniziative di informazione e di educazione attraverso la costruzione di un modello comune di rappresentazione che rivaluti adeguatamente l'aspetto preventivo, volte da un lato a ridefinire l'immagine di malattia attraverso la costituzione di un modello comune di rappresentazione che rivaluti adeguatamente l'aspetto preventivo, volte dall'altro lato a ridefinire i modelli di utilizzo dei servizi sanitari attraverso un'analisi critica ed una ricostruzione dei piani, dei percorsi dei comportamenti degli utenti.
Tra gli interventi liberi del pomeriggio di venerdì, quello del tedesco Thomas Krieger che, partendo dall'inquinamento del Reno dovuto all'incendio della Sanzdoz di Basilea, ha affrontato il tema delle responsabilità del medico riguardo alla prescrizione di farmaci prodotti da ditte che ignorano le norme di salvaguardia dell'ambiente.
Sabato mattina, nella giornata conclusiva del convegno, è intervenuto il ministro della Sanità Donat Cattin. Egli dopo aver ascoltato le esperienze e le proposte dei rappresentanti dei medici di medicina generate e intervenuto proprio su questo tema. Nel sistema sanitario nazionale - ha detto - la loro funzione adesso non è tanto quella di medici generali, quanto quella di anelli della catena burocratica del servizio, sia perché c'è in effetti un difetto di organizzazione, sia perché sono schiacciati in un quadro che ha finito per far prevalere la struttura ospedaliera rispetto al territorio, limitando la funzione del medico generale (secondo l'attuale convenzione alla diagnosi e alla cure, che poi sono svolte con armi estremamente limitate, tenendo conto che c'è una gelosa difesa dei confini di ciascuno dei corpi che compongono il ruoto dei medici.
Poi, parlando a proposito dell'articolato di modifica della legge 180, il ministro ha detto che trova ardue difficoltà per intervenire nei settori della lotta all'isolamento e all'emarginazione specie per gli anziani, i tossicodipendenti e gli handicappati. Dobbiamo ridefinirlo - ha detto - quest'articolato, perché non mi piace che cosa è venuto fuori alla Camera. Ci sono aspetti di ritorno a sistemi che soddisfano gli spiriti deboli, cioè coloro che pensano di non potersi mai trovare nella situazione delle persone interessate da questa legge. Il ministro ha anche sottolineato il suo interesse riguardo alle necessità di formazione dei medici di base emerse dal convegno.
Infine, in chiusura l'arch. Piercarlo Longo ha illustrato la proposta del comitato scientifico del convegno "Obiettivo far salute": ritenendo di contribuire a rispondere alla esigenza emersa dai partecipanti al Convegno di perseguire l'analisi del problemi in una ricerca di cambiamento delle risorse per la salute delle persone intese non più in modo frammentato, ma nella loro globalità, è stata istituita, con sede a Torre Pellice, la "Segreteria Generale Permanente per Far Salute". I compiti della segreteria la cui organizzazione è affidata al Dr. Rissone, consistono nella promozione di tutte le iniziative utili e necessarie per la promozione e tutela della salute per la persona; la promozione e l'impegno nella costruzione di percorsi di riappropriazione delle capacità di difesa della persona per la tutela della propria salute; promuovere il diritto all'informazione; il superamento dei terminali esistenti (manicomio, emarginazione esclusione); affermare l'integrazione tra gli operatori dei servizi e la promozione della partecipazione della popolazione. La segreteria, inoltre, ha assunto l'impegno di dare i risultati del lavoro svolto, attraverso rendicontazioni pubbliche periodiche.
Roberto Rocca

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